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Vendemmia 2026

Vendemmia 2026, in provincia di Venezia la viticoltura tiene nonostante caldo e siccità

Vendemmia 2026, la viticoltura tiene nonostante caldo e stress idrico. È questa la fotografia scattata dalla Cia Venezia. “Nel mese di agosto le temperature nel veneziano sono rimaste costantemente sopra i 37°C, raggiungendo picchi di 39-40°C. Di notte, la temperatura non è mai scesa sotto i 25°C, costringendo la maggior parte delle aziende a iniziare la vendemmia anticipatamente per non compromettere la qualità del prodotto, che quest’anno è eccellente. A soffrire di più sono stati i vigneti senza irrigazione. La piovosità è rimasta pressoché invariata a circa 1.200 mm annui, ma è cambiata la distribuzione delle precipitazioni, avvenute per la maggior parte nei primi mesi dell'anno”.
Resta il fatto che nel 2026 le elevate temperature e la siccità hanno giocato un ruolo decisivo, causando, oltre che l’inizio anticipato della vendemmia, anche un diffuso stress idrico, che ha influenzato in maniera negativa le rese, parzialmente compensate dal lieve incremento delle superfici entrate in produzione (+0,5%).

“Il primo giorno della nostra vendemmia – conferma Andrea Masat, dell’azienda agricola Ornella Bellia Venezia Wines, di Pramaggiore – è stato il 18 agosto, mentre l’anno scorso avevamo cominciato il 28. In un solo anno c’è stato un anticipo di addirittura 10 giorni. Il caldo ci ha però aiutato a mantenere sane la nostra uva”.
“Anche se flavescenza dorata e mal dell’esca hanno dato qualche grattacapo – confermano da Cia Venezia - la ridotta piovosità ha limitato la diffusione di peronospora e oidio, motivo per cui la qualità delle uve è prevista ovunque da buona a ottima. C'è da dire infine che con l'avvento dei nuovi impianti meccanizzati che contano una media di 2700 barbatelle per ettaro, la qualità dell'uva è migliorata notevolmente. Fondamentale è la specializzazione dei nostri agricoltori, che ha raggiunto livelli di eccellenza nella viticoltura”.

In questo contesto, segnato meteorologicamente pure da qualche grandinata, intensa ma comunque circoscritta, emerge un quadro piuttosto articolato, con differenze significative tra una zona e l'altra. Il Veneto Orientale, come altri territori, sembra aver ben sopportato le conseguenze del caldo estremo, che ha determinato riduzioni tra l’1 e il 3% per Pinot Grigio e Chardonnay, controbilanciate però dalle risalite di Merlot e Cabernet (+3%).
“Il comparto – commenta la presidente di Cia Venezia Federica Senno – ha tenuto. Tuttavia, il cambiamento climatico ci pone di fronte a sfide urgenti, specialmente nella gestione delle risorse idriche. È fondamentale passare da una gestione dell’emergenza a una strategia strutturale per l’acqua. È urgente realizzare invasi, reti di bacini multifunzionali con sistemi di pompaggio per l'utilizzo dell'acqua anche in condizioni di elevata siccità”.