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Crisi del latte
Crisi del latte
Report Area Interesse Economico nazionale 8.01.26
La crisi dei prezzi scoppiata in autunno si è aggravata a partire da gennaio.
A causa dell’eccesso di produzione in UE e in parte anche in Italia da 1° gennaio viene importato latte spot a 25 cent, vengono disdetti i contratti oppure viene proposto il ritiro a 27 cent per i quantitativi eccedenti le quote.
La crisi è stata favorita dalla sovraproduzione di grana padano, dagli inviti sino a luglio a produrre da parte della trasformazione, dalle condizioni climatiche favorevoli in Europa, dalla riapertura di stalle da aziende senza terra.
L’ accordo per i 54, 53 ,52 cent sembra in realtà non tenere, anche la cooperazione appare in difficoltà.
Il prezzo del latte al consumo invece non scende, la GDO non viene convocata ai tavoli ministeriali, il latte non viene sufficientemente tracciato risultando quasi sempre munto tutto in Italia.
Si sono innescate notevoli speculazioni e a farne le spese sono gli allevatori ai quali oggi viene chiesto di ridurre la produzione (anche anticipando il fine carriera delle bovine) come si trattasse di chiudere semplicemente un rubinetto. La chiusura degli allevamenti rappresenta un grave danno economico per il territorio e la fertilità dei terreni.
Cia nazionale torna a denunciare questa grave situazione e chiede interventi per governare la produzione europea che sta scaricando sull’ Italia le eccedenze. Il mercato verrà monitorato costantemente.
È stata altresì riproposta la richiesta di una OCM latte/zootecnia.
Il presidente Fini ha ribadito il no della CIA allo scambio fra l’accordo Mercosur e la PAC. Pur essendo positivo il risultato economico non si possono mettere sullo stesso piano le due politiche, a partire dai controlli sul rispetto dei parametri sanitari e qualitativi delle importazioni dal sud America.