Home - News ed eventi - News ed Eventi - - Caro gasolio
Caro gasolio
Caro gasolio agricolo
Cia Venezia: agricoltura a rischio con rincari fino al 50%
Una proposta di ordine del giorno verrà consegnata all’inizio della settimana prossima ai consiglieri regionali eletti in provincia di Venezia perché venga portata all’attenzione di Palazzo Ferro Fini.
E’ la mossa di Cia Venezia, in seguito all'escalation militare in Iran, alla chiusura dello Stretto di Hormuz e ai danni alle infrastrutture energetiche nel Golfo Persico. “Tutte circostanze – spiega la presidente provinciale Federica Senno - che rischiano di assestare un duro colpo all'agricoltura italiana e veneziana. L'onda d'urto globale si sta traducendo in un significativo aumento dei costi del gasolio agricolo, con rincari fino al 50%, e incertezze pesanti sui fertilizzanti che vedono l’urea su del 35%”.
Al centro del documento Cia per le Regioni, l’input all’impegno per lo stop alle speculazioni, attivando tavoli di monitoraggio permanenti per fermare i rincari ingiustificati sui carburanti e lungo la filiera, difendendo sia i produttori che i consumatori al supermercato. L’appello, poi, per un’azione nazionale, sollecitando il Governo, tramite la Conferenza Stato-Regioni, a stanziare immediatamente risorse e misure compensative per i comparti in sofferenza. Il pressing, infine, per alzare la voce con le istituzioni europee, affinché adottino politiche eccezionali nell’immediato, scorporando le risorse anticrisi energetica dai rigidi vincoli del Patto di stabilità e crescita.
“Siamo a primavera – aggiunge Senno - periodo di semine e lavorazione della terra. Questa crisi non ferma solo i trattori, compromette l’agricoltura e la sicurezza alimentare. E gli agricoltori sono sempre l'anello più esposto e debole dell'intera filiera, con l’aggiunta dell'impossibilità strutturale a trasferire i rincari sul prezzo di vendita. Produrre in perdita significa chiudere. Con questo ordine del giorno chiediamo alle Regioni un patto di ferro per assicurare al Paese, partendo dai territori, controlli anti-speculazione subito e pressioni sull'Europa perché intervenga con risorse adeguate, in deroga al Patto di stabilità”.